Domande frequenti
Temi e ambiti di lavoro
Cosa sono i corridoi universitari e come funzionano?
I corridoi universitari permettono a rifugiati ospitati in Paesi di primo asilo di entrare legalmente in un secondo Paese con un visto per studio e iscriversi a un ateneo, con borse di studio e il supporto della comunità. Ho lavorato alla progettazione e al coordinamento di questi percorsi e posso affiancare chi vuole crearne uno nuovo o migliorare un programma esistente.
Cosa significa “from access to belonging”?
L’ammissione e le borse di studio sono facili da contare e per questo dominano il racconto, ma misurano l’ingresso, non l’inclusione. Dopo l’immatricolazione restano barriere molto meno visibili: la lingua, convenzioni accademiche non familiari, procedure pensate per studenti locali, la precarietà economica, l’isolamento. L’appartenenza è la differenza tra l'essere presenti in un’università e sentirsene davvero parte: significa essere riconosciuti come membri a pieno titolo, non come beneficiari di una iniziativa caritatevole.
Cosa si intende per governance multilivello?
La governance multilivello descrive come la responsabilità di una politica pubblica si distribuisca tra livelli diversi: sovranazionale, nazionale, regionale e locale, e in orizzontale tra enti pubblici, ONG e società civile. Nella pratica, sostenere gli studenti a rischio dipende dall’allineamento di tutti questi livelli: è necessario un coordinamento tra i livelli per ottenere risultati validi e a lungo termine.
Il tuo lavoro riguarda solo gli studenti rifugiati?
No. Lavoro sia con studenti internazionali sia con studenti rifugiati e in condizione di vulnerabilità. I livelli di bisogno sono diversi, ma in entrambi i casi serve un lavoro vero sull’inclusione: l’ammissione formale non basta per nessuno dei due gruppi. È quanto emerge dal mio studio di caso sul supporto agli studenti internazionali a Torino, pubblicato su Internationalisation of Higher Education.
Con chi e come lavoro
Con chi lavori?
Università, enti pubblici, fondazioni, organizzazioni del terzo settore e reti internazionali, dal singolo workshop ai progetti europei pluriennali.
Sono uno studente o una studentessa rifugiata: puoi aiutarmi a studiare in Europa?
Lavoro con le università e le organizzazioni che costruiscono questi percorsi, non seguo le candidature individuali: non posso quindi aiutarti direttamente con una domanda di ammissione o con una borsa di studio. I bandi dei corridoi universitari sono pubblicati dalle università, con requisiti, scadenze e modalità di candidatura. L’ufficio relazioni internazionali dell’università che ti interessa è il primo posto a cui scrivere.
Puoi partecipare a una proposta di progetto europeo come partner o esperta esterna?
Sì. Posso entrare in una proposta come partner o come esperta esterna, e contribuire già in fase di scrittura: definizione dei work package sull’inclusione, indicatori, coinvolgimento degli studenti. Meglio sentirsi con qualche settimana di anticipo rispetto alla scadenza del bando, così il mio ruolo si costruisce insieme al progetto invece di essere aggiunto all’ultimo.
In quali lingue lavori?
Italiano, inglese e spagnolo, in presenza o online.
Lavori solo in Italia?
Sono abituata a viaggiare per lavoro e lo faccio volentieri, in Europa o fuori. Per gli incarichi fuori sede chiedo solo che siano coperte le spese di viaggio e soggiorno.
Costi e primi passi
Quanto costa una consulenza o un workshop?
Dipende dal formato, dalla durata e dal tipo di organizzazione: un workshop di mezza giornata e l’accompagnamento di un progetto pluriennale sono impegni molto diversi. Dopo una prima call ti invierò un preventivo scritto con dettagli, tempi e costi, senza impegno.
Come iniziamo a lavorare insieme?
Il modo più semplice è scrivermi due righe su dove lavori e su cosa vorresti ottenere, anche se le idee sono ancora in movimento. Se preferisci parlarne a voce, c’è una call gratuita di mezz’ora: spesso basta quella per capire se posso esserti utile e in che forma. Poi ci pensi con calma, senza fretta e senza impegno.